Stampa in era digitale: se avessimo stampato questo articolo lo avrebbero letto più persone
La stampa non è morta e non lo sarà per un bel po’, forse mai.
Si può fare a meno di fare pubblicità su internet? Probabilmente no, a meno che non si venda solamente a livello prettamente locale. Eppure pensare che la carta sia morta è altrettanto anacronistico.
Siamo nell’era della digitalizzazione ma ci sono cose che non possiamo smettere di stampare: sono alcuni documenti ufficiali ma, soprattutto, il materiale pubblicitario e i ricordi che vorremmo far durare per sempre. E ci sono delle motivazioni per questo, che implicano anche considerazioni psicologiche.
Se vuoi farti pubblicità devi stampare: internet non basta
Non vogliamo di certo sminuire l’importanza di internet. Siamo i primi a sfruttare le potenzialità della rete per la pubblicità. Ma siamo anche esperti nel mondo delle stampanti. E oggi le statistiche confermano che lettori e clienti hanno bisogno di un supporto cartaceo per essere fidelizzati. La carta, in particolare, resta fondamentale in tre aspetti:
– per i documenti ufficiali, perché leggere su carta dà una maggiore sensazione di garanzia e sicurezza;
– nelle foto e nei ricordi o in tutto quello che ha un aspetto nostalgico, come anche i libri che resistono alla rivoluzione degli e-book;
– nelle riviste e nel materiale pubblicitario in genere.
Fare pubblicità su volantini o riviste non può ancora considerarsi anacronistico anche se, probabilmente, senza un’azione di promozione su internet parallela non darebbe alcun frutto. Il supporto cartaceo e tangibile crea un legame reale e concreto con i clienti o potenziali tali. Tangibilità come sinonimo di concretezza: è questa la forza della stampa su carta. Ovviamente in quest’ottica anche la qualità della carta, della stampa e la risoluzione delle immagini possono giocare un ruolo cruciale. Inoltre la pubblicità su carta ha un altro vantaggio pratico: può essere piegata e portata ovunque, senza dover accedere a dispositivi tecnologici come tablet o smartphone.
Gli esperti di marketing sanno anche un’altra cosa: la carta ha un grande potenziale di engagement. Significa che la pubblicità su carta sa comprendere le esigenze del consumatore e tradurle su un foglio. In altre parole instaura una relazione di partecipazione con il lettore, che non è più solo soggetto passivo al quale veicolare informazioni. Toccando con mano la pagina, sfogliando una rivista, il lettore diventa recettore attivo di certe informazioni.
Non siete ancora convinti?
Leggere uno schermo o un foglio stampato: quanto tempo e attenzione gli dedica la nostra mente
Una curiosità legata ad alcune ricerche nel campo della neurologia vi potrà fornire uno spunto di riflessione interessante. Le persone elaborano le informazioni con diversi gradi di attenzione a seconda che stiano leggendo un foglio di carta o lo schermo di un monitor. Stando ai test chi legge una rivista mantiene livelli di concentrazione più alti e duraturi. Questo potrebbe essere spiegato con il fatto che non ci sono banner o pop up che distraggono la lettura. In questo modo il consumatore crea una sorta di rituale indisturbato alla lettura che può portarlo a tornare più volte sulle informazioni che intende approfondire. Al contrario il lettore digitale è più abituato a ricevere informazioni “in pillole”. Riflettete su una cosa: quando comprate una rivista non leggete con attenzione tutto il contenuto degli articoli? Online invece siamo spesso bombardati da news e titoli ad effetto e spesso condividiamo notizie senza neppure aver aperto il contenuto di un link.
La stampa è un mezzo di comunicazione facilmente accessibile che può essere, a seconda dei casi, rivolto a platee estese o di nicchia. E’ versatile e creativa. E no: non è ancora pronta a lasciare spazio al digitale! I due strumenti possono integrarsi: se avete letto fino in fondo questo articolo siamo contenti di avervi fornito un servizio di informazione interessante!

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