Stampanti e non solo: così l’ufficio è rosa
Sfatiamo un mito i dispositivi tecnologici non sono maschilisti
Stampanti, e dispositivi tecnologi da ufficio in generale, sono maschilisti? Può sembrare assurdo o anacronistico e invece le testimonianze in questo senso sono ancora oggi diverse.
Partiamo da un aneddoto emblematico. Cheryl Sandberg, chief operating officer di Facebook, ha reso noto un episodio imbarazzante che l’ha vista protagonista: al momento di una firma prestigiosa presso i piani alti di una delle più grandi società di private equity di Manhattan nessuno dei manager sapeva indicarle dove fosse la toilette delle donne (segno che, lassù, i “pezzi grossi” sono praticamente tutti uomini) e qualcuno dubitava perfino che ci fosse a dire il vero.
Ma anche nel “piccolo” degli uffici sembra che dispositivi e ambienti siano pensati prevalentemente per un utilizzo maschile, in una maniera talmente insita da sembrare naturale tanto da rischiare di passare inosservata ad un occhio superficiale. A porre l’accento sulla questione è stata di recente Kay Ely, partner della società di design Clear Design Lab, autrice del blog «Il mondo è progettato per gli uomini» (The world is designed for men).
Stampanti ufficio: roba da uomini?
Pensiamo ad un dispositivo ormai indispensabile in ogni ufficio, di qualsiasi settore e dimensione: la stampante. In che senso questa macchina privilegia gli uomini? Pensiamo ad uno strumento in apparenza banale come il vassoio dei fogli di carta nella stampante. Questa operazione presuppone l’impugnazione del cassetto che va estratto e riempito con i fogli. La forza fisica della presa è un settore in cui gli uomini hanno performance costantemente superiori a quelle delle donne. Secondo studi statistici un uomo di 70 anni ha in media la stessa forza nell’azione di presa manuale di una donna di 25.

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