puntini-gialli-stampa

Stampanti wireless e la verità sui puntini gialli che ci spiano

Le stampanti wireless ti spiano? Non è il trailer di un film di fantascienza. Viviamo in una società in cui ormai i dati sensibili, personali e aziendali, viaggiano in rete: siamo gelosi della nostra privacy e tremiamo ad ogni cambio di condizioni contrattuali dei social network, proteggiamo i nostri smartphone con password e codici di sicurezza… ma se la fuga di notizie passasse dalla stampante in ufficio?

I rischi connessi alla privacy tramite l’uso di questi dispositivi sono spesso sottovalutati eppure alcuni test hanno messo in luce alcuni aspetti importanti, soprattutto per le stampanti wireless.

Ogni stampa lascia una traccia: come risalire alla stampante dalla pagina stampata

Usi tutti i giorni la stampante in ufficio eppure, forse, non hai mai notato questa cosa: su ogni pagina stampata restano dei micro puntini gialli, il nome tecnico è “Cd Tracking Dot”, che identificano la macchina da cui è partita la stampa. Tranquillo non sei disattento: questi puntini gialli non sono visibili ad occhio nudo. Ma esistono, almeno nel 90% dei modelli di stampanti laser moderne, e rendono la macchina tracciabile tramite numero di matricola (in pratica possiamo descriverli come una specie di firma digitale della stampante). Non solo: l’analisi stenografica è in grado di dare informazioni precise anche sulla data e l’ora della stampa.

Non si tratta di una “trappola” nascosta: la presenza di questi puntini gialli nelle copie delle stampanti a colori è noto da almeno un decennio ed ha una funzione lecita.

La spiegazione ufficiale infatti è che la marcatura era stata richiesta negli anni 90 per contrastare la falsificazione di banconote. E’ intuitivo però come, in mancanza di una regolamentazione specifica, il rischio che tale tecnica sia impiegata per scopi meno nobili è molto alto. E già dieci anni fa la Commissione Europea espresse preoccupazione per i riflessi sulla privacy.

Tuttavia dal punto di vista legislativo non è stato fatto nulla. L’uso “improprio” o comunque a rischio per la privacy di questa funzione è scoppiato con lo scandalo della fuga di notizie riservate del Governo federale degli Stati Uniti al sito web The Intercept. Tramite i tracking point infatti la National Security Agency è riuscita a risalire alla data e all’ora della stampa dei documenti riservati e il modello di periferica utilizzata arrivando così ad individuare la 25enne Reality Leigh Winner che ha poi confessato di aver agito come talpa degli hacker.

La multifunzione ricorda quello che stampi e fotocopi?

In merito alle multifunzione in ufficio, o ancor di più negli ambienti aperti al pubblico, c’è poi un altro aspetto da considerare: questi dispositivi multifunzione funzionano come un computer perché l’hard disk è progettato per archiviare le copie effettuate, ad esempio per poterle ristampare in un secondo momento senza dover inviare nuovamente il documento. Mettiamo il caso che una multifunzione guasta sia mandata in assistenza oppure che, al termine del noleggio di fotocopiatrici aziendali, la macchina venga restituita al fornitore.

Come può il cliente finale verificare che tutti i dati riservati siano stati cancellati dalla memoria dell’hard disk?

Il “problema” è facilmente risolvibile con una maggiore consapevolezza nell’uso delle multifunzione aziendali. Alcuni produttori di stampanti da ufficio hanno iniziato da qualche tempo a dotare le multifunzione per aziende di sistemi per la protezione crittografica degli hard disk o per la cancellazione programmata delle immagini in archivio.

Consapevolezza di come stampare in modo sicuro appunto: perché, come per internet, per i social network o per altre polemiche legate alla tecnologia, il problema non è la tecnologia in sé ma l’uso che se ne fa.

Oggi difficilmente un’azienda potrebbe fare a meno di una multifunzione professionale, così come probabilmente per ognuno di noi sarebbe difficile vivere senza uno smartphone. E di certo le multifunzione aziendali, soprattutto quelle dotate di connessione wi-fi, offrono dei vantaggi non indifferenti in termini di ottimizzazione dei costi e del lavoro.

E’ intuitivo ad esempio che il costo del personale per un datore di lavoro incida sul budget aziendale: provate a considerare il tempo “che perdono” i dipendenti ogni volta per andare a ritirare i fogli dalla stampante, e poi tornare indietro alla propria postazione. Rinunciare alla stampante wireless in ufficio è quindi una decisione drastica e inappropriata: significa negare i vantaggi di questa tecnologia.

Difendere la propria privacy è indubbiamente importante ma bisogna saperlo fare in modo costruttivo, senza rinnegare il progresso tecnologico.